Roberto Rosa (1971) si può dire che nasce nello sport, infatti lo si trova già alla tenera età di 13 anni, dopo una breve esperienza calcistica, impegnato nella disciplina “atletica leggera settore velocità”, riscuotendo notevoli successi fino a diventare Campione Mondiale Studentesco nel 1988 a soli 17 anni. Destino amaro, a 21 anni in prossimità del sogno olimpico, coronamento di lotte e successi, fu sconfitto da un grave infortunio muscolare.
Sconfitto nello sport ma non nella vita che seppe, malgrado la sofferenza riprenderla in mano. Più tardi si aggiunse la morte del padre che amava profondamente. Fu questo dolore a spingerlo a incentrare la vita, un buon campione non si arrende mai, nella bellezza dell’espressione degli equilibri tra realtà e fantasia abbandonandosi all'universalità della musica. La musica come assunto di libertà e gioia dell’esistere malgrado le frustranti scudisciate che a volte la vita sa dare.
Roberto Rosa è la dimostrazione che anche, e forse, soprattutto il dolore può essere fonte di forza per sfidare il destino.
L’amore, punto fondante della vita di Roberto Rosa, anch’esso una splendida scuola di atletica del cuore dove ci si può azzoppare…
Scritta e dedicata a Roberto Rosa: poetessa Gina Zanon

